un venerdi a via cola di rienzo

(o meglio un’ora di un venerdi a Via Cola di Rienzo)

E’ venerdi Santo prima di Pasqua, precisamente il 14 aprile 2017, e sono arrivata a Prati , un quartiere di Roma per chi non fosse del posto, alle ore 8.00 del mattino.

Le strade solitamente cariche di traffico e gente stressata, che sbraita e si accalora, ora sono semi vuote, a parte i venditori ambulanti, che montano sonnacchiosi le loro coloratissime bancarelle.

Oggi le scuole sono chiuse, quindi non ho bambini da accompagnare a scuola, lezioni da ripassare in macchine, circolari da firmare e merende da acquistare all’ultimo minuto, prima che la bidella arrabbiata chiuda il portone.

Oggi sono sola e decido di godermi una rilassante passeggiata su Via Cola di Rienzo, una passeggiata pre udienza fissata alle ore 9.30. Ho circa un’ora da trascorrere tra le vetrine inondate dal sole del mattino.

Si va.

Le vetrine sono tutte belissime, perchè espongono le collezioni primaverili, che fino a questo momento non ho avuto modo di vedere e resto come sempre affascinata dall’eleganza di alcune boutique, che non deludono mai.

Furla, Coccinelle e O Bag mostrano borsette variopinte ed accattivanti, come resistere a questaa vetrina rosa !

Per fortuna sono solo le otto del mattino e le belle borse esposte, come d’altronde tutti gli altri oggetti, resteranno ben custoditi dietro le vetrine.

Penso titubante che forse potrei ritornare dopo, ma …

NO ! Bisogna resistere alle tentazioni.

Così mi limito ad aggirarmi tra i negozi chiusi ed a scattare qualche fotografia, mentre una signora mi guarda in cagnesco, cosa pensa che stia studiando un piano per svaligiare le vetrine ? Troppo complicato parlarle del mio blog nuovo di zecca, così decido di ignorarla.

Adoro Zara Home, dove entro spesso, trascinando un recalcitrante Tommaso (d’altronde ha 11 anni ed è maschio) ed Emma (sei anni) molto felice, al contrario, di toccare tutti gli asciugamani, tende, pigiami e coccetti vari messi lì proprio per appagare la sua curiosità. Meno felici sembrano le commesse.

Lo so che non è educato ed io la sgrido e molto, ma Emma sarà una futura compratrice, mi auguro non compulsiva, pertanto non è giusto svilire questa sua passione.

Sono arrivata da Coin, che nella sua nuova veste (circa due anni fa è stato tutto ristrutturato) è un luogo di assoluto relax avvolto come è dall’aroma del caffè  e dalle fragranze dei mille profumi, che le gentili hostess ti fanno provare.

E proprio sul lato destro di Coin è incastonato come un prezioso diamante “TIFFANY”.

Cosa dire: è il negozio, è il sogno.

Senza guardare i gioielli, anche solo le scatole di quell’inconfondibile colore fanno stare bene.

Lo sapevate che quel magnifico colore è una variante del blu ? Ed è un marchio registrato Tiffany prodotto da Pantone con numero PMS1837, anno di fondazione della casa di gioielli, scelto da Charles Lewis Tiffany per la copertina annuale. Da allora è “blu tiffany”: il colore dei sogni di ogni ragazza .

Capisci cosa intendo, quando dico che niente di brutto può accaderti qui?” diceva Audrey Hepburn nelle vesti di Holly, parlando di Tiffany.

Oddio, qualcosa di brutto può accaderti, se dai fondo a tuoi magri risparmi. Comunque grazie al Cielo sono solo le 8.55 ed i negozi, anche Tiffany, sono ben serrati, per cui nulla di brutto mi può accadere a guardare per qualche minuto questa indubbia meraviglia.

Ora devo tornare ai miei impegni, così rigenerata da questa solitaria passeggiata mi reco verso il Tribunale, augurandomi che nessuno possa farmi passare il mio buon umore.

Oddio sono le 9.10!! E’ tardi, è tardi devo andar, non posso più aspettar !!

(speriamo che il Giudice non sia la Regina di Cuori !!)

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