Il saggio di Serena Zanobi

Ieri, 30 giugno 2018, al Teatro Cassia di Roma la scuola Music Hall ha organizzato il saggio di fine corso.

 

Sono ormai svariati anni che mia figlia Emma partecipa a questo evento, nonostante la sua giovanissima età, ed ogni volta è pura magia.

Quando ero piccola ho frequentato a lungo la scuola di danza classica di Luciana Corso  (“Centro Italiano Danza”) e ricordo ancora l’emozione del teatro, del palcoscenico, dei preparativi per ogni balletto, per i costumi fluttuanti. I genitori non dovrebbero influenzare le passioni dei figli, ma devo confessare che ho spinto un pò la mia piccola a fare questa esperienza. Ogni gara, ogni partita, ogni esibizione ha la sua importanza, il lavoro di un anno che si concentra in pochi minuti, a volte secondi, ma il teatro … il teatro è pura illusione.

L’emoziona serpeggia nei camerini, le ballerine più grandi fanno chignon, vestono e truccano le piccole assolutamente appagate dalle attenzioni che ricevono ed è tutto un lavorio febbrile, vestiti di scena appesi alle pareti, a terra scarpette da mezza punta, da punta si susseguono in un allegro scompiglio.

La confusione regna sovrana, ma fuori lo spettatore non sospetta di nulla, perchè nei saggi organizzati con professionalità si alternano i balletti con una precisione militare e tutto è perfetto. Si balla, si mantiene la posizione e poi buio, le ballerine lasciano il palco con la grazia che si addice loro, ma dietro le quinte si ripreparano febbrilmente per una nuova scena, una nuova danza.

Sincronia.

 

Serena Zanobi non solo è una grande ballerina, è una coreografa eccezionale ed è in grado ogni anno di organizzare non un semplice saggio, ma un vero e proprio musical, dando vita a tutto un mondo nel quale lo spettatore è trasportato. Iera sera ha ricreato con la fantasia che la contraddistingue una brulicante città, l’anno prima la Notte degli Oscar, una sequenza di film magnifici dalle musiche travolgenti, nel 2016 sullo sfondo della scena un aereo ci ha trasportato in giro per il mondo.

Insomma non è solo un saggio, è uno spettacolo divertente ed emozionante fino alle lacrime, non mancano infatti i balletti che toccano le corde del nostro cuore e commuovono.

Senza parlare dei ragazzi di break dance, che con la loro danza di strada fanno esplodere il pubblico.

E senza parlare del corso di Zumba. Si, perchè quest’anno anche noi del corso di Zumba siamo state coinvolte nel saggio. Io ero molto, ma molto restia in un primo momento, ma l’ho fatto. Non so cosa abbia spinto le altre ad accettare di salire sul palco, si parlava di mettersi in gioco, di adrenalina che scorre, semplicemente di divertirsi insieme, beh io ho partecipato perchè faccio parte di un gruppo, una sorta di fratellanza, e sono stata felice di averlo fatto, perchè poi su quel palco c’era tutto: amicizia, adrelanina, divertimento.

Perciò grazie per avermi coinvolta in questa travolgente esperienza e grazie a Serena.

Al prossimo anno, quando ancora una volta si dirà “silenzio si va in scena“.

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