perche questo Blog?

Voglio scrivere!

E’ un bisogno che ho sempre avuto: necessità, passione, natura, anima, istinto.
Invii di racconti infiniti, pubblicazioni zero, entusiasmo infinito.
Non importa se ad oggi il mondo non mi conosce, io sono una scrittrice.

R.M. Rilke ha detto..

“Non chiedere a me cosa devi fare per diventare scrittore. Se alla mattina quando ti alzi non pensi altro che a scrivere, allora sei uno scrittore”.

Quando mi alzo, quando accompagno i miei figli a scuola, quando faccio colazione, quando vado in udienza, quando sto per addormentarmi, quando sogno … io scrivo.

La nascita di questo blog si deve ad un incontro epistolare con la dottoressa Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna, alla quale ho inviato la seguente e mail:

Gent.ma Dott.ssa Monfreda,
sono le sette di domenica mattina e per qualche miracolo i miei bambini dormono ancora, quindi approfitto di questo benevolo silenzio per scriverLe quanto segue.
Mi chiamo Monica Gelli, ho 44 anni e vivo a Roma in una deliziosa casetta sulla Cassia con un giardino, un roseto e un orto. Sono sposata e fidanzata con mio marito da sempre ed ho, come avrà già capito, due bambini, uno di dieci anni ed una quasi di sei, splendidi ed irrequieti. Come vedrà dal c.v. sono stata pubblicista, poi ho scelto di diventare avvocato. Adoro il mio lavoro, perchè mi permette di scrivere. Ma non mi basta.
Scrivere per me è un’esigenza e scrivere solo di diritto limita i miei sogni. Fin da bambina scrivevo racconti di ogni genere, ho attraversato un periodo direi gotico, ma da anni mi sono instradata su un genere assolutamente rosa ed ironico.
Ho scritto un racconto circa dieci anni fa dal titolo “Aspettando Tommaso”, ora mi sto dedicando alla scrittura di un romanzo e di una favola in onore di mia figlia, la quale sostiene avere la stanza infestata da mostri (!!). Ho un amore viscerale per tutto quello che rappresenta il patinato mondo degli anni ’50 ed in particolare i film di quell’epoca, che trasmettono una carica di ottimismo e serenità, quei magnifici film anni ’50 con Sandra Dee e Rock Hudson, dove tutto era fatto di equivoci e lieti fini, che dovrebbero essere pane quotidiano in questo cinico mondo. Qualche sera fa Tv 2000 ha trasmesso “The reluctant debutante” (Come sposare una figlia), che è stato il diletto mio e di Emma, mia figlia.
Potrei parlare per ore dell’argomento, ma vengo al punto.
Considerata la mia passione per quel periodo storico e per le gonne a ruota ho pensato potesse essere piacevole per le lettrici di donna moderna (d’altronde qualche altra matta come me ci sarà no !?) trovare in un giornale schietto e all’avanguardia come il Vostro una pagina rosa confetto dal titolo ad esempio “Come può essere moderna una donna demodé”, una rubrica, cioè, da un taglio vintage accompagnata magari da un meraviglioso feuilleton (così dice Wikipedia), ossia un romanzo d’appendice, un racconto a puntate, che potrebbe ancora oggi essere una piacevole attesa per le già affezionate lettrici. Racconti che non hanno nulla a che invidiare agli altri pubblicati per intero, se si pensa che medesima sorte è toccata ai Tre Moschettieri o ai Miserabili (!!).

Laddove non trovasse adorabile questa mia idea, potrei scrivere articoli seriali del medesimo genere del mio blog “Molly una mamma per amica”.

Per amor del vero, va detto che dopo avere con immenso orgoglio aperto il blog “Molly una mamma per amica”, non ho scritto nulla, perché vorrei cambiare la veste grafica del blog prima di iniziare a scriverci, tecnica di cui, aihmè, non ho appreso un’acca. Sono anche iscritta a Facebook, ma non pubblico niente ed anche su questo social dovrei farmi conoscere, magari aprendo una pagina, ma non lo faccio. Le mie amiche trentenni mi guardano con sconforto, domandandomi come possa solo immagine di avere lettori se non frequento i social. Trovo tutto molto complicato, l’ho detto già che dovevo essere una ragazza degli anni ’50, lassù senz’altro hanno fatto casino!
Comunque, sul mio blog vorrei scrivere articoli di vita vera, quella di tutti i giorni, nello specifico la mia, ossia una mamma libera professionista, che si barcamena con i suoi bambini e i mille impegni dalle prime luci dell’alba. Una sorta di racconto di trincea, ovviamente in chiave ironica, dei mille appuntamenti giornalieri scanditi dall’esonerabile trascorrere del tempo. Come nel film ”Io e Marley”, dove il protagonista si ritrova a scrivere articoli, descrivendo la sua giornata caotica in compagnia del cane, solo che qui al posto di Marley ci sarebbero Tommy ed Emma.
Ma ora è tardi, La devo salutare.  

Sento già dai meandri delle camerette una parola che squarcia il silenzio: “Mamma” e tra qualche minuto sarò avvolta da mille richieste “Mamma posso avere il latte” “Mamma Posso accendere la PS4” (a cui ovviamente risponderò “no”) “Mamma posso uscire con la gonnellina nuova”, a cui seguirà nell’ordine riunione con il prete pre-messa, messa delle ore 11.00, Villa Giulia il Museo etrusco di Roma, perché Tommy è in quinta e non vogliamo farglieli vedere due coccetti ritrovati a Veio ? e così per le prossime incalzanti 14 ore, allorquando crollerò sotto l’adorabile peso della mia famiglia.
A volte penso a me come al coniglio del cartone “Alice nel paese delle meraviglie”, che grida sempre “E’ tardi !! E’ tardi !!”, correndo come un matto con tutte le sveglie attaccate al collo, io al posto delle sveglie ho trentacinque (e non scherzo) pendole appese al muro, una fissa di mio marito, pendole che battono non all’unisono si figuri che confusione … ma questa è un’altra storia.
Ora è tardi sul serio. Grazie per l’attenzione.
Un saluto
Monica Gelli”

A questa lettera, la direttrice di Donna Moderna con estrema cortesia mi ha così risposto

“Cara Monica, grazie di questa email così densa di vita e di creatività. Purtroppo non sono proposte che funzionano oggi con la nostra linea editoriale …, però sono sicura che avrai successo con un blog, intercettando un pubblico più specifico”.

Allora mi sono decisa ed ecco perché è nato questo diario a cielo aperto.
Il nome è il mio da sempre.
I compagni di scuola mi chiamavano Molly e lì è rimasto il nomignolo.

Per i miei nipoti sono Zia Molly (anche solo l’idea di essere chiamata Zia Monica mi lascia sconvolta!), gli amici mi chimano Molly, nei bigliettini di Natale sono Molly, nei miei racconti sono Molly. Le mie creazioni, borse e borsette, sono firmate Molly. Insomma tutto quello che in me è gioia e creatività è Molly.

Questo blog, allora, non poteva chiamarsi diversamente.