“Paris in love” i personaggi che amo

Flaminia e Pierre

«Mia Cara Olly, quando leggerai questa lettera io sarò passata, mi auguro, a migliore vita. Anche se davvero non posso lamentarmi di quella sinora vissuta.» La ragazza sorrise immaginando davanti a sé gli occhi verdi guizzanti di vita di Flaminia e riprese a leggere: «Ti chiedo scusa, prima di ogni spiegazione, per non averti detto nulla di questa casa, ma a volte il passato fa meno male se lo si seppellisce in fondo al cuore, rivangarlo causa solo altro dolore. Non pensare che non mi fidassi di te, semplicemente non volevo essere giudicata né dare spiegazioni, soprattutto a quell’adorabile bigotta di tua madre. Veniamo a noi. Tutto è iniziato molto tempo fa, precisamente nel 1938. Fu allora che conobbi Pierre De Laurent. Era un giovane studente francese arrivato da Parigi. Viveva nell’Ambasciata francese a Roma, non era ancora un diplomatico, ma era nello staff di André Francois-Poncet, ambasciatore di Francia in quegli anni. L’incontro avvenne durante un ricevimento, al quale mi avevano trascinata mia sorella e suo marito. Lui era biondo, alto e bellissimo nel suo smoking bianco con i capelli impomatati, come imponeva la moda dell’epoca. Mentre fumava una sigaretta sulla terrazza, non ebbi remore e mi avvicinai. Mi presentai sfacciatamente a quel meraviglioso ragazzo, con cui iniziai a parlare del più e del meno nel mioancora stentato francese, mentre lui mi rispondeva in un sorprendente italiano. Fummo perduti. Ci innamorammo in pochi istanti, danzando sulla pista, mentre stringeva la mia schiena nuda nell’abito di chiffon bianco che tu ben conosci, sì, quello appeso nell’armadio.»

 

Leave a Reply