I furiosi non acquisti di mia sorella

Ieri, durante il pranzo di Pasqua, mia madre e mia sorella hanno raccontato di essere andate il giorno prima a fare un  giro tra negozi. Alla mia domanda “Bene, cosa avete comprato?” la scontata risposta  di mia sorella è stata “Niente”,  a questa affermazione tutti i commensali più o meno hanno riso, sogghignato, ammiccato, d’altronde è mia sorella.

Così la omaggio con questo capitolo estratto dal mio racconto “Aspettando Tommaso” scritto nel 2009, ma ancora molto attuale per quanto riguarda la descrizione di mia sorella !!

 

CAPITOLO XIII

Sono dal parrucchiere.

Dopo una discussione durata per tre giorni con tuo padre, l’ho convinto che il tiraggio ai capelli non ti avrebbe creato alcun danno cerebrale, al massimo saresti nato con i capelli lisci !

Così sono seduta davanti allo specchio con la prima crema bene appiccicata.

Sulla toletta davanti a me c’è un grosso orologio che scandisce il tempo in modo, direi, inesorabile, pronto a trillare allo scadere dei venti minuti di posa. Invece di perdermi tra le pagine di Grazia, la mia rivista preferita, decido di dedicarmi ad una lettura più impegnata tesa a rendermi un giorno famosa e magari anche ricca.

Già il mondo ancora non lo sa, ma io tua madre diventerò una stilista di moda, dopo anni di tirocinio trascorsi ad apprendere gli stati d’animo del consumista davanti ad un nuovo prodotto, sono certa di essere pronta a saltare il fosso e a propormi come produttore.

In primo luogo, va studiato il potenziale di mercato in termini numerici, in proposito ho acquistato il libro che mi accingo a leggere “La moda in evoluzione”.

Così inizio a sfogliare le pagine e scopro che per calcolare il potenziale di mercato, è opportuno cimentarsi in una complicatissima operazione numerica: PMKT = N x P x Ouso x Dpiena …

Ed io che credevo che diventare stilista, avrebbe permesso alla mia vena spiccatamente artistica di venire fuori !

Va bene mi concentro, un bravo stratega deve porre in giusta evidenza la domanda globale (di mercato) e la domanda relativa all’impresa, nonché il potenziale di mercato.

L’autore del libro sostiene che la domanda dei beni di largo consumo è determinata dai consumatori che acquistano il prodotto, non investendo nella ricerca delle informazioni né nel confronto delle diverse alternative presenti sul mercato (prezzi concorrenti) “dal momento che non attribuiscono a questo tipo di acquisto un livello di rischio elevato”.

Beh l’autore del libro non conosce tua zia.

Mia sorella entra nei negozi e con fare sospettoso si aggira tra i vestiti, suscitando così l’interesse della commessa che si avvicina.

Posso aiutarla ?” domanda la commessa.

No, grazie, curiosavo soltanto” risponde tua zia.

Poi, vista l’insistenza della commessa decide di accontentarla “Beh vorrei vedere un maglioncino leggero … un sottogiacca …”

Senz’altro” dice la commessa felice di essere utile ed inizia, povera ignara, a tirare fuori i primi capi.

Lei, mia sorella, li prova tutti e sono decisamente carini. Ma tua zia, avvicinandosi allo specchio, indossati l’uno dopo l’altro i maglioni proposti, assume lo sguardo scontento da pesce lesso.

Non si preoccupi – la rassicura la commessa – troverò quello che fa per lei”. Così lancia sul bancone maglioni di lana, di cashmere, di acrilico, stretti, lunghi, avvitati, a corolla, neri, grigi e blu porpora … e lei, tua zia, li prova tutti …

Io e tua nonna ci guardiamo consapevoli, chiedendoci quanto questa volta durerà il supplizio della povera commessa.

Non le piace ?” azzarda la commessa, guardando nello specchio tua zia, che lo fa apposta ad indossare un delizioso capo di lana misto cashmere come fosse un sacco di iuta, con le spalle abbassate, guardandosi nello specchio con il broncio.

Premetto che tua zia, a differenza di me, è magra da far paura, quindi le starebbe bene qualsiasi cosa.

Trascorrono quindici minuti e dai maglioni, Barbara, mia sorella, è passata a chiedere delle giacche che le sembrano tutte troppo larghe al punto vita.

Magari se tu mamma me la stringessi un pò qui … in vita …”, dice pizzicando una deliziosa giacca sui fianchi, ma non finisce di parlare perchè mia madre la fulmina con gli occhi.

Vede ? Fa questo difetto sulla spalla” insiste alla commessa, provando un’altra giacca di velluto color carta da zucchero, che io trovo bellissima.

Questa è davvero bella …” ci comunica, mentre ne indossa un’altra rossa.

A questa notizia tutte e tre tiriamo un sospiro di sollievo, sollievo che dura poco, visto che dopo avere guardato il cartellino tua zia scuote la testa, dicendo che non la compra perché costa troppo.

La commessa non le risponde più.

Io guardo il negozio che sembra essere stato colpito da una bomba H e provo compassione per quella giovane ragazza, la quale dovrà trascorrere le restanti due ore a piegare quei sessanta capi di abbigliamento ammassati sul bancone del negozio spiegazzati dalla furia delle compere di Barbara G..

Ma mia sorella non è ancora soddisfatta, così decide di provare un paio di jeans attillati che le stanno davvero bene e guardandosi allo specchio ha quasi un moto di coinvolgimento.

Forse … le piacciono ?” azzarda la povera commessa, felice di non avere del tutto sprecato l’intero pomeriggio e tua zia con aria serena le risponde “Si mi piacciono .. ma non li prendo … ci devo pensare un pò ….”.

Ci devo pensare” questa frase mi fa dare di matto.

Tutte e tre usciamo dal negozio, io vorrei ucciderla, tua nonna grida che mai più farà spese con tua zia, la quale venendoci dietro ha pure il coraggio di borbottare offesa che non è giusto criticarla solo perché è riflessiva sugli acquisti. La povera commessa resta basita, confusa, quasi incredula, al pensiero di avere speso due ore dietro ad una cliente senza averle venduto nemmeno un foulard.

In poco meno di un pomeriggio tua zia ha distrutto anni ed anni di teorie sulla domanda dei beni di largo consumo, discostandosi del tutto da quel modello di consumatore che acquista il prodotto, e che, a detta dell’autore del mio libro, non investe nella ricerca delle informazioni “dal momento che non attribuisce a questo tipo di acquisto un livello di rischio elevato” !!

Tua zia glielo attribuisce.

Persa nella lettura della “Moda in evoluzione” mi vedo alla guida della mia rampante società, sono magrissima e ovviamente scintillante e tutto è come dovrebbe essere: perfetto. E’ proprio in quel momento che sento un campanello …, forse il telefono per quell’intervista sulla mia linea di moda anni ’50 la “Molly & C. Revival”?

Purtroppo no, è solo il timer dei capelli, che annuncia che è finita la posa del liquido allisciante.

Terminate tutte le numerose fasi del tiraggio, esco dal parrucchiere con perfetti capelli lisci e mi sento bene e piacente. Credo nel futuro e so che da qualche parte un giorno o l’altro passerà il treno, che mi condurrà a realizzare tutti i miei sogni.

 

Leave a Reply