E’ FINITA LA SCUOLA !!

Roma, 11 giugno 2018

Bene, a conti fatti la scuola è finita davvero.

Hanno fatto il count down con la campanella, urlando frasi irripetibili. Hanno 12 anni e gli ormoni iniziamo a sfarfallare. Le bidelle distrutte , dopo le amorevoli cure di un anno scolastico, ce li hanno restituiti volentieri, quasi a lanciarli all’impazzata. Le professoresse, anche loro pervase da un’allegrezza incontrollata (ma quanto è duro tenere stì ragazzini ??!!) hanno registrato le urla sul cellulare, vantandosi con qualche amico della forza e dell’energia dei loro ragazzi. E’ volata acqua (sulla mia gonna) mista a farina, la sera hanno mangiato la pizza di fine anno e Tommaso ha corso per due ore nel giardino della pizzeria, urlacchiando inseguito da due bambine anch’essi urlanti, mentre io e mio marito ridacchiavamo, guardando sotto i nostri occhi questi brevi momenti di crescita.

Eppure non è ancora vacanza.

Questa mattina ho svegliato Tommy, il quale si è lamentato, bofonchiando “Mamma stò in vacanza !” (“sto” perchè siamo a Roma) ed io serena ho risposto “Infatti, invece che alle sette meno cinque, ti ho svegliato alle sette e cinque. Di fatto, hai dormito 10 minuti in più”.

A Tommy non è permesso dirmi parolacce, ma ho letto chiaramente i fumetti formatisi in automatico sulla sua assonnata testolina.

Così siamo di nuovo sulla Cassia Bis diretti io in Tribunale e lui al centro estivo, come tutti gli anni, perchè gli amici vanno lì e lì si deve andare (questa è fedeltà, dico io). Emma, più saggia, ha optato per un centro estivo vicino casa. I libri, i quaderni, la diamonica (di cui non avevo conoscenza fino allo scorso settembre), la cartellina di tecnica, che ha segnato le ore più buie e temute della 1 B per via di una prof un pò sui generis, che ha dispensato “4” come se si divertisse (ma è giusto in ogni corpo docente deve esserci uno spaventastudenti) hanno lasciato il posto a costumi, occhialetti, ciabatte infradito, accappatoi.

Per circa due mesi i centri estivi saranno le case dei miei bimbi e di tantissimi altri. Loro, a differenza nostra, non possono annoiarsi, sono inquadrati in strutture invernali ed estive.

Ma noi da piccoli finita la scuola dove andavamo ? Io nello specifico trascorrevo i mesi di giugno e luglio in cantina a casa di mia nonna. No, no , non era una punzione ! La cantina di mia nonna era un mondo magico, fatto di vernici coloratissime, che io, mia sorella e i miei cugini spargevamo senza alcuna tecnica, botole e nascondigli, era un luogo fantastico pieno di attrezzi strani e gorgoglii di acqua che scendeva dalle fontane, e poi se si aveva voglia di un bel giro in bici ti aspettava la terrazza, dove potevi trastullarti sotto una generosa doccia di acqua con scaldabagno inventato da mio zio, un genio al quale dedicherò un giorno un intero racconto, mentre il pomeriggio si trascorreva sulle scale, rifugio perfetto per prendere il “fresco”, come diceva nonna Anna.

Mia mamma lavorava con mio padre ed il loro ufficio era proprio nel palazzo di mia nonna, perciò era tutta una serena ed allegra comune.

Era un bel mondo di cui spesso ho nostalgia.

 

Oggi siamo tutti più schizzati e dilaniati tra il lavoro, la famiglia e la distanza. Roma non è una città è un’intera nazione e spesso si trascorrono ore in macchina per raggiungere un punto o l’altro, così non si fa altro che correre ed affannarsi, chissà poi perchè mi domando a volte, proprio come il Bianconiglio per questo l’ho scelto come mia icona.

E adesso scusate ma ho le prove di un saggio a cui partecipareRisultati immagini per bianconiglio

 

 

 

 

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