Cara Jane

Un omaggio a Jane Austen

 

Questo articolo è dedicato alla mia amica Jane Austen, le cui parole mi accompagnano, mi confortano e mi esortano da sempre.

La vita di Jane fu  “in apparenza povera di eventi, un quieto corso non interrotto che da pochi cambiamenti e da nessuna grande crisi” (Edward Austen Leigh).

Jane Austen visse in un mondo fatto di romantiche passeggiate nella brughiera, visite agli amici a piedi, in carrozza, a cavallo, fuochi scoppiettanti nei camini e balli, balli, balli gli unici grandi eventi per una ragazza di quell’epoca, che volesse o meglio dovesse convolare a giuste nozze.

Non vi erano altre strade, una donna doveva necessariamente sposarsi.
Invece Jane fu una ribelle, una vera e propria anticonformista, perchè in un’epoca in cui alle donne non era permesso neanche scrivere una lettera ad un uomo, che non fosse un parente o il fidanzato, lei, per sua decisione o perchè la vita le aveva destinato questo, visse della sua scrittura, anche se con l’aiuto del fratello Henry, il quale dovette stringere accordi con gli editori per la pubblicazione delle sue opere, perché ad una donna non era permesso.

Jane nacque e crebbe in un un villaggio dello Hampshire, sulla costa meridionale inglese, dove morì all’età di 42 anni, dopo aver scritto sei romanzi, iniziati in giovane età, ma pubblicati a partire dal 1811; visse anche a Bath, città termale che per l’epoca era una meta molto à la mode, per questo Jane non tanto l’amò, a differenza di Chawton nel Southampton, dove si trasferì alla morte del padre, insieme alla sorella Cassandra ed alla madre, in un delizioso cottage donato dal fratello Edward .
Qui Jane, forse ammalata del morbo di Addison, morì e proprio qui divenne immortale.

 

 

A Chawton terminò Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio, che le procurò un discreto successo in vita, scrisse Mansfield Park ed Emma, L’abbazia di Northanger e Persuasione.
I suoi romanzi sono fatti di amore, ansia da sistemazione per ragazze angosciate dal fuggire le ristrettezze economiche, gentiluomini e farabutti, inganni, equivoci a lieto fine e terribili segreti.

 

Sarò banale, ma il mio preferito resta Orgoglio e pregiudizio. Come si fa a non innamorarsi di Mr Darcy, burbero e orgoglioso, proprio come mio marito, e come si fa a non ammirare Elizabeth orgogliosa e battagliera anche quando chiede spiegazioni sul perchè Darcy si sia innamorato di lei: “… sii sincero – chiese a Mr Darcy –  mi hai ammirato per la mia impertinenza ?”No, l’ho fatto per la vivacità della tua mente”Chiamala pure impertinenza. Poco ci mancava. Il fatto è che non ne potevi più di cortesia, deferenza e premure invadenti. Eri stanco di donne che parlavano, si comportavano e pensavano solo con lo scopo di ottenere la tua approvazione. Io ho suscitato il tuo interesse perchè ero diversa da loro…”.

Non sentite anche voi quanto forte, libera e risoluta sia Elizabeth per essere una donna dell’800? Assolutamente ammirevole.

 

Mia figlia si chiama Emma in onere di Jane Austen e del suo romanzo e proprio come lei appare bella e capricciosa.

Insomma il mio amore per la scrittura non può prescindere dall’amore per Jane Austen.

Qualcuno forse non ritiene Jane Austen una scrittrice di spessore, perchè i suoi romanzi sono tutti tesi alla ricerca del matrimonio perfetto, ma si tratta di critiche superficiali.  Chi legge tra le righe non può non vedere nei personaggi di Jane tutto l’animo umano. Scrive di lei Virginia Woolf : “personaggi stupidi, snob, mondani, i suoi Mr Collins, i suoi Walter Elliot, le sue Mrs Bennet. Austen li colpisce con frasi sferzanti come fruste, […] e sembra che essi nascano solo per il suo supremo diletto di tagliar loro le teste. […] E tuttavia, non un tocco di meschinità, né un’ombra di livore ci distolgono dalla contemplazione. Stranamente, la delizia si mescola con il nostro divertimento. La bellezza illumina queste sciocchezze. […] Mai un romanziere si è servito di un più ferreo senso dei valori umani. E dal loro contrasto derivano la bellezza, la complessità, la grazia, la solennità e l’arguzia delle scene di Jane Austen.”
Le figure femminili di Jane Austen così forti, cocciute, ostinate, deboli, frivole, sciocche e pazienti accanto a uomini buoni, ingenui, giusti, saggi, affascinanti, ombrosi, tormentati, ingannevoli rappresentano tutti i complessi sentimenti della razza umana; così un intreccio amoroso, che appare un romanzetto dell’800, è una complessa lucida ed attenta analisi dell’animo umano.
E di questo scriverà lei nel corso della sua breve vita, una vita in cui forse non conobbe il grande amore. Gli studiosi di Jane Austen si arrovellano a rintracciare un uomo, che abbia potuto ispirare in lei tanto amore. Io non credo fosse Lefroy, la cui importanza nella vita di Jane è accresciuta dal nostro desiderio di rendere reale anche per lei, che tanto ne scrisse, il grande amore, esigenza messa sul grande schermo in Becoming Jane.

Voglio credere che il suo amore fosse stato un giovane conosciuto un’estate lontana nel Devonshire, di cui raccontò Cassandra Austen, sua amata sorella, alla nipote Caroline, un giovane della cui compagnia Jane si deliziò per alcune settimane. Di questo uomo misterioso non sappiamo il nome, ne conosciamo solo il triste destino, perchè sembra morì prematuramente. Sappiamo anche che nel 1802 Jane ricevette una proposta di matrimonio che lì per lì accettò, rifiutandola, però, la mattina successiva.
Forse il suo cuore rimase per sempre legato a quell’estate ed i suoi ricordi romantici alle spiagge nel Devoshire.

Non facciamone un cruccio.

Mi sembra quasi che Jane mi scriva:  Non ti dispiacere per me mia cara, ho conosciuto l’amore … era quello di Elizabeth e Mr Darcy, di Emma e Mr Knightley e lì sta il mio cuore e lì ho avuto il mio lieto fine. Con affetto

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