ALICE CHE MAGNIFICO PERSONAGGIO

L’immagine del mio blog era all’inizio questa ….

Il professionsita a cui mi sono rivolta per impostare questo diario aveva fatto accomodare la dolce Alice sul mio nome e devo dire che questa immagine a distanza di un anno è ancora adorabile.

Perchè Alice ?

Io non sono come Alice, sono semmai il Bianconiglio.

Il Bianconiglio è sempre di corsa, sempre in ansia per qualcosa. “E’ tardi ! E’ tardi ! E’tardi! Ma che … ma che … non aspettano che me in ritardo sono già, non mi posso trattener ! E’ tardi E’ tardi sai! Io son già in mezzo ai guai ho fretta … non posso dirti ho fretta fretta sai !!” dice correndo come un matto.

Io, guardando la mia vita dal lunedi al venerdi, mi vedo proprio come lui.

“Sono le sette !! E’ tardi” inizio a gridare la mattina per far muovere i miei bambini “Dobbiamo andare”. Si perchè noi abitiamo a circa un’ora dalla scuola e dal Tribunale di Roma e dobbiamo partire alle sette tutte le mattine. Arriviamo trafelati, passando in posti assurdi per evitare il traffico di Via Flaminia e quasi sempre arriviamo entro le otto (ultimamente alle otto e dieci e già la gastrite aumenta), allorquando quasi in corsa Tommaso viene espulso dalla macchina, si perchè le lezioni alle medie iniziano alle otto (ed io mi chiedo perchè?). Subito dopo ho trenta minuti da passare con mia figlia, la quale invece entra alle 8.30: questa è la parte della mattina che amo di più, perchè mi godo con Emma cappuccino decaffeinato e cornetto. Alle 8.25 sono di nuovo davanti a scuola e i bimbi delle elementari entrano tra mille baci dati sulle scale dai genitori. Già, perchè i piccoli fino all’ultimo gradino della scalinata che li porterà nelle varie classi si girano e salutano e noi mamme e papà ai piedi della scala ricambiamo saluti e baci.

Non ho mai visto una scala più zeppa di baci di quella della loro scuola.

Saremo anche patetici, ma tant’è ! In prima, in seconda e spero anche in terza elementare i nostri cuccioli con gli enormi zaini traballanti su quelle scale ci riempiono ancora di coccole, poi no, crescendo ti salutano a mezza bocca, corrono dagli amici per sentirsi fighi, quando non ti chiedono di lasciarli un pò lontano dall’ingresso per non farsi vedere con la mamma.

Poi riprendo la corsa. Si corre in udienza, perchè altrimenti ti chiudono il verbale, si corre a studio a finire gli atti in scadenza, si corre a destra e a sinistra a far firmare transazioni, si mandano e mail in quantità industriale e poi si ricorre a scuola a riprendere i ragazzi e si corre per arrivare a danza in tempo, a basket in tempo, poi si corre per finire i compiti, finchè alle 21.30 precise io inizio a gridare “E’ tardi! E’ tardi! – come se ci fosse il coprifuoco – Denti e ninna”, ma ovviamente nessuno mi si fila, Netflix e la PS 4 continuano a girare all’impazzata.

Allora mi aggiro disperata come una pazza, dicendo “Qui non mi ascolta nessuno ! Siete disubbidienti !”, finchè mio marito stacca la corrente e la casa piomba nella tranquillità, così quando l’ordine si è ripristinato, ognuno va, più o meno (si perchè Emma ancora vede i mostri e cerca conforto a turno dagli altri abitanti della casa, ma questa è un’altra storia) nei propri letti. E il mattino dopo, tutto ricomincia con le medesime modalità. Quindi si, sono il Bianconiglio.

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Ma dove caspita corre il Bianconiglio? Corre dalla Regina di Cuori, lavora a Corte, infatti, è una specie di araldo ed annuncia il processo che giudicherà il fante di cuori accusato d’aver rubato le tartine pepate.  “Sentenza prima, verdetto poi” declama la regina, ma Alice, divenuta grande, si sente forte e quando si alza per testimoniare, la sua gonna rovescia il tavolo della giuria, facendo cadere tutti i giurati, “Non siete altro che un mazzo di carte” dice fiera e poi scappa inseguita, perchè anche a lei vogliono tagliare la testa, svegliandosi infine tra le braccia della sorella con la quale va a casa per il tè.

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Quanto vorrei essere ancora come Alice ! Perchè ? Semplice, Alice è matta, ma matta in senso buono.

Alice è una che non ha paura di buttarsi a capofitto in un’avventura strampalata e senza senso così annoiata dal libro su Guglielmo I che leggeva la sorella.

In realtà, però, se guardi bene Alice non è poi così speciale o meglio lo è come lo sono tutti i bambini o almeno come dovrebbero essere. Si perchè lei è bene educata, cortese, dotata di istinto, qualità apprezzate nella società vittoriana (e anche ora). Con un pò di pazienza, scava scava, proviamo a  trovare le stesse qualità anche nei nostri bambini e guarda un pò !? Sono sempre là ! Loro che, come Alice, sono puri e semplici, coraggiosi e spaventati, insomma un pot pourri di emozioni, spavaldi di giorno e paurosi allo scendere delle tenebre.

Purtroppo crescendo, queste qualità si fanno più fievoli, sbiadiscono, sono sempre lì da qualche parte, ma vengono schiacciate dalla razionalità e dalla praticità della noiosa vita quotidiana.

Alice lo sa che è un modo pazzzo quello in cui si trova, ma, pur criticandolo, non lo rifugge,  vi si aggira curiosa.

“Che roba! Roba dell’altro mondo! Tutto il mondo, oggi, è roba dell’altro mondo! E pensare che fino a ieri le cose avevano un capo e una coda! E se mi avessero scambiata stanotte? Vediamo un po’: stamattina, quando mi sono svegliata, ero proprio la stessa? Mi sembra di ricordare che un po’ diversa mi sentivo, sotto sotto. Ma se non sono la stessa, allora domando e dico: Chi cavolo sono? Ah, questa sì che è una domanda da centoventidue milioni!”. E cominciò a passare in rassegna tutte le bambine più o meno della sua età che conosceva, caso mai l’avessero scambiata con una di loro. “Ada non posso essere di sicuro,” disse, “lei ha tutti quei boccoli, e io sono liscia come un olio; mai più posso essere Mabel, io so un sacco e una sporta di cosa e lei, oh! lei non sa un’acca! Inoltre lei è lei e io io e… uffa ho perso il filo! Proverò a vedere se le cose che sapevo sono ancora al loro posto. Dunque: quattro per cinque dodici, quattro per sei tredici, quattro per sette… povera me, di questo passo non arriverò mai a venti! Comunque la Tavola Pitagorica non conta …..”

E qui esce fuori il matematico che era in lui, sì perchè Lewis Carrol, nato come Charles Lutwidge Dodgson era, tra le altre, un matematico sicchè dietro ai calcoli strampalati di Alice, in realtà si nasconde un gioco matematico. Ma non chietemi di spiegarlo, perchè non l’ho capito !!

Come nasce un capolavoro ?

Si dice che l’origine del racconto sia legato ad una mattina estiva del 1865, allorquando  il reverendo Charles Lutwidge Dodgson si trovava in barca sul Tamigi in compagnia del reverendo Robinson Duckworth e di tre bambine, Lorina Charlotte Liddell (tredicenne), Alice Pleasance Liddel (di dieci anni) e Edith Mary Liddell (di otto anni).

Durante il viaggio da Oxford a Godstow, Carroll inventò una storia che poi fu scritta e donata ad Alice Liddell, Alice’s Adventures Under Ground (“Le avventure di Alice nel Sotto Suolo”). Ecco quale fu l’origine di questa meravigliosa opera, successivamente raffinata ed arricchiata di nuovi personaggi e situazioni ed abbellita con le illustrazioni di John Tenniel.

In barca sul Tamigi un giorno d’estate. Vi viene in mente un posto migliore per scrivere una favola ?

 

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